LEGGENDO QUA E LA’: LA “CONTROINTUIZIONE”

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di CLAUDIO LUCHETTI

Chiosando sulla sopravvivenza delle testate giornalistiche e oltre.
 
Sfogliando il quotidiano preferito mi accorgo che il fruscio della carta è oggi sostituito dalle pagine di un tablet o di altri strumenti telematici, e seppur mancante dell’odore (uno dei sensi irreplicabile da uno strumento elettronico) di stampa, quello che effettivamente interessava, e interessa tuttora, rimane il contenuto qualitativo dell’articolo e la”firma” di chi lo ha redatto.
 
Lo stile inconfondibile, la forza dei lemmi e del lessico scelti, erano, e rimangono, la “carta d’identità” dell’articolista, che inducono a cercare tra le pagine, spesso freneticamente, l’articolo redatto dalla nostra “firma” preferita.
 
Il fruscio delle pagine diventava a volte rumorosamente fastidioso per chi ci stava vicino sul tram. Questi effetti fisici prodotti sulla nostra psiche dalla carta stampata erano evidenti, perché accompagnati da smorfie, commenti di disapprovazione o approvazione, risolini, imbronciamenti e perfino imprecazioni, incuranti di coloro che osservavano.
 
Proprio oggi, “leggendo qua e là” sul mio PC, mi capita di scorgere un articolo su “Le
Monde”, il cui management – all’interno della profonda crisi che attanaglia l’editoria cartacea, fagocitata dalla lettura in “rete” – aveva applicato una soluzione al problema dei costi di redazione e tipografia riducendo il numero dei giornalisti.
 
I risultati economici non solo non cambiavano bensì peggioravano, infatti, registrarono un drammatico e verticale decremento del numero dei lettori. Come un fulmine, ecco farsi largo un  ragionamento “contro-intuitivo” di stampo einsteiniano: formulare una equazione “folle” quanto, di contro, strategicamente risolutiva:
AUMENTO DEI GIORNALISTI – NOTIZIE = + LETTORI
 
Dai dati forniti dalla stessa testata risulta che tra il 2018 e il 2019 il numero dei giornalisti sia raddoppiato raggiungendo 500 unità, le notizie ridotte del 25%, e il numero di lettori aumentato attestandosi su un +11%, relativo sia al cartaceo sia al web.
 
Perché, ci si domanderebbe? Dall’equazione è possibile comprendere le seguenti correlazioni: “lavorare meno, lavorare tutti; ottimizzazione della Qualità degli articoli editi attraverso la loro riduzione; più tempo per approfondire e curare le notizie”.
Tale equazione rende evidente che il lettore è maggiormente attirato da questa tipologia di giornalismo, rispetto alla trita informazione generalizzata spesso banale e manipolata.
 
Che questo capovolgimento di schema lasci almeno la speranza – in questa inarrestabile digitalizzazione della società – di conservare ancora il fruscio della carta e l’odor della stampa che a molti comincia a mancare.