ZYGMUNT BAUMAN E LA “PSICOLOGIZZAZIONE” DEL DISAGIO SOCIALE: UN’ANALISI CRITICA DELLE DINAMICHE CONTEMPORANEE

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di ANTONIO SPOSITO

L’individualismo parossistico e la “psicologizzazione” sono trappole che occultano le radici sociali del disagio.
Zygmunt Bauman, sociologo polacco noto per la sua analisi della modernità e della postmodernità, con l’affermazione “In questo mondo nuovo si chiede agli uomini di cercare soluzioni private a problemi di origine sociale, anziché soluzioni di origine sociale a problemi privati” (“Capitalismo parassitario”, 2012), intende sottolineare un cambiamento significativo nella responsabilità e gestione dei disagi sociali e individuali che caratterizzano la società contemporanea.
Ecco una spiegazione dettagliata di ciò che Bauman intende con questa affermazione:

Individualizzazione e “psicologizzazione” dei problemi sociali

Shift (Spostamento) della responsabilità: Bauman osserva che nella società contemporanea vi è una tendenza crescente a trattare i problemi che hanno radici strutturali sociali ed economiche come fossero individuali. Ad esempio, la disoccupazione, la quale spesso è il risultato di mutamenti economici globali e delle politiche locali inerenti al mercato del lavoro, viene trattata come mancanza di competenze personali o di insufficiente motivazione. I singoli individui nelle società competitive sono spesso colpevolizzati per i loro “fallimenti” poiché si presume che abbiano il potere e la responsabilità di risolverli autonomamente. Invece di applicare politiche redistributive più eque si incoraggia l’individualismo parossistico, laddove la responsabilità di migliorare la propria condizione è vista come una questione di “successo” materiale personale e capacità di adattamento competitivo. Ciò conduce ad un aumento del senso di inadeguatezza e di colpa.

Mercificazione e privatizzazione del disagio: gli individui sono incoraggiati a trovare soluzioni individuali ai loro problemi, spesso attraverso il consumo di servizi o beni che promettono risoluzioni “magiche”. La mercificazione del disagio non solo alimenta il “consumismo” ma sposta ulteriormente l’attenzione dalle cause reali che li generano. Ad esempio, la gestione dello stress dovuto a condizioni famigliari o di lavoro precarie, oppure alla mancanza di sicurezza sociale, viene affrontata con la psicoterapia o con i farmaci, piuttosto che considerare le cause strutturali che lo producono.

Erosione della solidarietà sociale: la “psicologizzazione” dei problemi comporta una diminuzione della coesione sociale e della capacità di azione collettiva. Quando i disagi vengono intesi come individuali diminuisce la percezione della necessità di soluzioni unitarie che affrontino le vere cause strutturali disfunzionali di tipo sociale, economico e politico (marginalizzazione, emarginazione, disuguaglianze, precarietà lavorativa e relazionale) le quali vengono oscurate, diventano “invisibili”. Il concentrarsi sulle soluzioni individuali impedisce la necessaria riforma delle istituzioni e delle politiche pubbliche, in tal modo si depotenziano il dissenso e le facoltà rivoluzionarie.

Conclusione

L’affermazione di Bauman mette in luce un mutamento cruciale nella società contemporanea postmoderna, dove la responsabilità per la risoluzione dei problemi sociali viene sempre più trasferita dall’ambito collettivo a quello individuale. Questo processo di “psicologizzazione” non solo nasconde le cause strutturali dei disagi che coinvolgono le dimensioni micro-meso e macro sociologiche ma riduce anche la capacità di affrontarli in modo efficace attraverso l’azione collettiva e la riforma delle istituzioni sociali.