L’USO DELLE NUOVE TECNOLOGIE NELLA DIDATTICA A DISTANZA

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di ENZO DONZELLI

La recente pandemia da Coronavirus, che ci ha investiti nel corso del 2020 modificando le nostre abitudini di vita, ha determinato un’accelerazione nell’uso delle nuove tecnologie per il lavoro a distanza (smart working) e per la didattica online (DaD – Didattica a distanza). Le restrizioni imposte per motivi sanitari hanno comportato una crescente diffusione del commercio elettronico (e-commerce), della banca elettronica (e-banking), della posta elettronica (e-mail) e dell’apprendimento elettronico (e-learning).

In questo articolo proveremo ad analizzare i vantaggi e gli svantaggi della DaD nelle sue varie forme di fruizione.

TIPOLOGIE DI DIDATTICA A DISTANZA

Cominciamo a chiarire che esistono due modalità di didattica online: sincrona e asincrona.

Nella modalità sincrona, l’apprendimento avviene in tempo reale con una interazione simultanea tra docente e alunni. Tale modalità, che richiama l’idea di classe anche se virtuale, si svolge con l’utilizzo di una delle piattaforme didattiche disponibili online attraverso videoconferenze e chat (strumenti tipicamente sincroni). In questo caso lo studente può collegarsi utilizzando un computer, un tablet o uno smartphone, da ogni luogo (anywhere), rispettando orari e tempi stabiliti dal docente.

Nella modalità asincrona, invece, non c’è la presenza contemporanea di docente e studente nella classe virtuale. Questo significa che lo studente, per la formazione e anche per l’autovalutazione, può fruire – dal luogo in cui si trova e quando vuole (tempo) (anywhere and anytime) – di materiale didattico, sotto forma di videolezioni registrate dall’insegnante, contenuti multimediali ed esercitazioni, appositamente predisposti online. L’insegnante, non presente, segue comunque il processo di apprendimento degli studenti. In questo caso l’interazione tra studenti e con l’insegnante avviene tramite forum o email (strumenti tipicamente asincroni) che prevedono domande e risposte non contemporanee.

VANTAGGI E SVANTAGGI

I vantaggi, in entrambi i casi, sono legati soprattutto al fatto di non doversi spostare fisicamente. Nel primo caso (modalità asincrona), si ha il vantaggio di conservare un’interazione simultanea con il docente anche se mediata dallo strumento tecnologico utilizzato. Nel secondo caso (modalità asincrona), non c’è un confronto diretto con il docente e questo, in generale, è uno svantaggio per gli allievi, tranne quando, ad esempio, lavorando o avendo, per altri motivi, poco tempo a disposizione, ci si può comunque dedicare alle attività di formazione.

In ogni caso, entrambe le modalità rappresentano un surrogato della lezione classica che non possono soppiantare le peculiari relazioni in presenza che si creano tra studenti e docente, le quali permettono di sentirsi parte integrante del processo di insegnamento/apprendimento. Nella didattica online decadono i rapporti interpersonali di collaborazione tra pari, costituenti anch’essi le esperienze formative. Quando i rapporti sono mediati dalla tecnologia perdono buona parte del loro valore umano e sociale, aumentando il senso di isolamento e frustrazione del singolo individuo.

MODALITÀ MISTA

Esiste anche una terza modalità detta “mista” (Blended Learning), posta tra le due precedenti, che costituisce una ibridazione tra attività svolte in presenza attraverso l’erogazione di lezioni frontali e l’e-learning a distanza. Il Blended Learning è una combinazione tra formazione individuale e formazione svolta con il docente, vissuta in entrambi i casi con il corretto utilizzo degli strumenti tecnologici. La percentuale delle componenti di questo mix non è prestabilita, infatti, per raggiungere gli obiettivi formativi, ogni contesto prevede un attento dosaggio delle parti costitutive, ottimizzando le risorse disponibili e massimizzando i risultati ottenuti.

CONCLUSIONI

Il rischio principale nel caso della “Didattica a Distanza” (DaD) è perdere di vista uno dei fondamenti della conoscenza riportato nella saggezza popolare e riassunto nel seguente detto: “Il dubbio è padre del sapere”, come sostenuto anche dal filosofo Cartesio, il quale affermava che “Il dubbio è l’inizio della conoscenza”.

Per formare un sapere critico, che metta continuamente in discussione le conoscenze, è necessario confrontarsi con gli altri, ragionando e riflettendo insieme dentro il rapporto diretto docente-studenti, e questi ultimi tra loro. Anche la “comunicazione non verbale” è penalizzata nella formazione a distanza, la quale consente di verificare il grado di partecipazione emotiva dei fruitori.

Le nuove tecnologie possono sicuramente aiutarci evitando di creare la convinzione che la conoscenza sia costituita soltanto da elementi nozionistici. Già con l’avvento della calcolatrice molti professori lamentavano la perdita della capacità degli studenti di fare i calcoli a mente. Oggi il rischio aumenta notevolmente con Internet e le nuove tecnologie che forniscono prodotti didattici preconfezionati, i quali minano le capacità critiche di ragionamento e analisi che consentono di “imparare ad imparare”

L’errore è far passare il concetto che la “formazione digitale” possa soppiantare del tutto la formazione in presenza. In realtà, le tecnologie vanno adoperate in modo appropriato, esse sono solo uno strumento per raggiungere un obiettivo. A sostegno di tale tesi viene in soccorso anche la filosofia aristotelica con la riflessione: “In medio stat virtus” (“La virtù sta nel mezzo”).

In definitiva, la modalità di Blended Learning è sicuramente consigliabile per implementare con equilibrio le attività formative, alternando percorsi svolti in presenza con quelli erogati in remoto, utilizzando le nuove tecnologie telematiche per rafforzare la comunicazione tradizionale piuttosto che sostituirla.