MORTE DI DUE GIORNALISTI: BARTEK E MEGALIZZI, RACCONTARE L’EUROPA ALLA RADIO

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di MARA PRINCIPATO

Li aveva legati una passione comune: raccontare l’Europa alla radio, li ha legati per sempre il destino.

Barto Pedro Orent-Niedzielski, 35 anni, detto Bartek, era con Antonio Megalizzi, 29 anni, quella tragica sera del 11 dicembre 2018 al mercatino di Natale di Strasburgo. Entrambi colpiti dai colpi impazziti di Cherif Chekatt, l’attentatore.

Antonio a Strasburgo aveva trovato alloggio a casa di Bartek. Dopo una giornata di lavori all’Europarlamento, i due si erano recati a Parigi al mercatino con delle studentesse universitarie venete. Si trovavano sotto al Ponte del Corbeau, quando il killer ha iniziato a sparare sulla folla. Le due giovani donne sono riuscite a scappare, per Antonio a Bartek invece non c’è stato scampo: entrambi colpiti alla testa in modo grave, ricoverati in ospedale, sono rimasti per giorni tra la vita e la morte.

I familiari di Bartek avevano deciso di non fermare le macchine che lo mantenevano in vita, per consentire ad amici e conoscenti di salutarlo all’ospedale di Hautepierre, lo stesso dove era ricoverato Megalizzi. Una fila lunghissima, ininterrotta, di persone si è formata per dirgli addio, prima della drammatica decisione di staccare la spina.

Bartek viveva a Strasburgo, impegnato in molte battaglie civili, tra cui quella LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender), per la cultura Yiddish e per le radio libere. Per tutti, lui che parlava molte lingue e voleva aprire un ostello linguistico nella città francese, era “cittadino del mondo”.