IL RICONGIUNGIMENTO FAMILIARE: STORIE DI CROCE ROSSA

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di MARA PRINCIPATO

È sempre per me motivo di profonda commozione constatare i rilevanti effetti umani e sociali prodotti dagli interventi della Croce Rossa.

Avevo 18 anni quando nel 2005 presentai domanda per entrare a far parte dell’allora componente “Volontari del soccorso” della Croce Rossa Italiana (Comitato di Napoli). È cominciato così il mio percorso all’interno di questa importante organizzazione umanitaria internazionale, fondata sui 7 Principi della Convenzione di Ginevra, che mi ha portato a ricoprire dal 2013 il ruolo di Infermiera Volontaria.

Dopo aver frequentato nel settembre 2017 il corso formazione specifico, ad ottobre 2019 sono stata nominata Referente del Comitato di Napoli per l’attività “Restoring Family Links” (RFL), il “Servizio Ricerche e Protezione” della C.R.I. per il ricongiungimento familiare.

Nei giorni scorsi, durante l’attuazione delle mie funzioni, ho ricevuto l’istanza da parte dell’Ufficio RFL Campania di individuare la famiglia di appartenenza di un figlio che aveva presentato richiesta di rintracciamento.

Dopo minuziose e difficoltose ricerche ho rintracciato telefonicamente la famiglia, la quale è rimasta sorpresa. Pertanto, previ accordi telefonici, mi sono immediatamente recata sul posto, accompagnata dal Vice Referente RFL C.R.I. Napoli, con cui ho condiviso la problematicità e la trepidazione nel raggiungerlo, giacché collocato in una zona rurale.

Una volta pervenuta a destinazione ho provato un’emozione intensa nel fornire ai due genitori informazioni sul figlio, i quali, totalmente analfabeti (in grado di scrivere soltanto nome e cognome), per una serie di vicissitudini, avevano perso i contatti con quest’ultimo, credendolo morto.

Per i genitori che comunicano soltanto in dialetto napoletano stretto è stato difficile comprendere la lingua italiana, ma grazie alla passione e alla determinazione con cui in Croce Rossa si assolvono gli incarichi, abbiamo consegnato la lettera, attraverso la quale, il figlio, anche se in assenza fisica, si è “ricongiunto” ai suoi amati cari. Una famiglia estremamente umile ma dignitosa che ha accolto la notizia con grande coinvolgimento emotivo.

Anche questa, come le altre vissute in Croce Rossa, è stata un’esperienza significativa per la mia crescita umana e professionale.