NAPOLI TRA SOGNI E REALTA’

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di CARMEN CERUTI

Nonostante film e fiction come “Gomorra” e “Mare fuori” c’è chi sogna un futuro migliore.

In una zona limitrofa a Piazza Carlo III, quasi tutti i pomeriggi ci sono otto ragazzi che giocano a basket in un campetto recintato inventandosi un giorno migliore, laddove nella mia gioventù nello stesso posto i giovani erano poggiati sulle scale e faceva paura passarci accanto.

Con i ragazzi, tutti minorenni, mi soffermo a parlare chiedendogli a cosa giocano, con un timido sorriso mi rispondono: “A basket”. Domando chi è l’arbitro, mi rispondono che non c’è. Incuriosita li incalzo chiedendogli come possano disputare il punteggio, i falli, e se per tali motivi nascono degli screzi, la risposta è: “No”

Sono ragazzi che hanno solo voglia di giocare divertendosi. Ragazzi che scendono da casa per incontrarsi e stare insieme dopo aver studiato, a volte anche senza giocare. Quello che per gli altri è un recinto per loro è un pezzo di vita, dove sognano di diventare un giorno Michael Jordan con occhi pieni di speranza. Nelle loro passioni vedo il futuro che vorrei, un futuro che pare quasi non appartenere a questa realtà.

Grazie ragazzi, mi fermerò ancora a fare quattro chiacchiere con voi, con l’auspicio che questa città vi doni ancora spazi per continuare a sognare, a giocare con passione.