DONNE: OLTRE LA VIOLENZA VERSO LA VITA

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di MARA PRINCIPATO

Dal 1999, il 25 Novembre, ricorre la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

In Italia è solo dal 2005 che alcuni Centri Antiviolenza e Case delle Donne celebrano questa giornata, cui si aggregano altre istituzioni ed enti vari come Amnesty International, i quali ricordano le vittime attraverso iniziative politiche e culturali.

Il Femminicidio è un fenomeno che definisce la violenza di genere perpetrata sulle donne. E’ considerato un crimine brutale, una violazione dei diritti umani.

Una donna su tre dai 15 anni, in Italia e nel mondo, ha subito o subisce una qualche forma di violenza nella propria vita, in diversi luoghi in casa, a lavoro, a scuola, in strada.

Secondo alcuni sondaggi, il 53% delle donne che vivono in Europa afferma di evitare determinati posti o alcune situazioni per paura di essere aggredita, ma il fatto più sconcertante è che spesso sono i partner o ex a commettere gli atti più gravi!

Basti pensare che solo in Italia sono responsabili del 62,7% degli stupri.

Nella maggior parte dei casi molte donne non denunciano per paura, continuando a subire ogni forma di angheria e violenza, soprattutto quelle psicologiche.

Le vittime aspettano fiduciose che la situazione possa cambiare in meglio o che l’uomo di cui sono innamorate si penta e smetta di rendere loro la vita un’inferno.

Però nella maggior parte dei casi ciò non accade e l’attesa di un miglioramento si trasforma in una tragica e spesso “annunciata” morte.

Nessuna di queste donne pensa che il proprio partner possa arrivare a tanto, purtroppo accade e da un insulto, uno schiaffo, una percossa il passo verso l’omicidio a volte è breve.

Perchè un uomo arriva ad uccidere la sua compagna, la madre dei suoi figli? E’ accecato dalla rabbia, dalla gelosia?

La risposta più probabile è che da parte dell’uomo sussista una forte insicurezza, la paura della perdita e dell’abbandono, cui si accompagna lo smarrimento, la sottomissione della donna che non riesce a trovare il coraggio di difendersi, in un contesto di continue violenze dove è facile che subentrino meccanismi di sopravvivenze.

Bisogna avere il coraggio di parlarne, di chiedere aiuto, consigli, di denunciare!

La vita è un bene unico e prezioso per trascorrerla accanto a chi ferisce la dignità umana che porta in sè, annientandola.

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