DONNE NOBEL: RITA LEVI MONTALCINI

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di MARA PRINCIPATO

Rita Levi Montalcini, nata a Torino il 2 aprile 1909, è stata l’unica donna italiana ad aver vinto il Premio Nobel per la Medicina.

Figlia di Adamo Levi, matematico e ingegnere elettrotecnico, e della pittrice Adele Montalcini, si è laureata nel 1936 in Medicina. Fin dal primo anno di università lavora come internista nell’istituto di Anatomia Umana Normale dell’Università di Torino, diretto da Giuseppe Levi (medico anatomista), iniziando gli studi sul sistema nervoso. Qui conosce Salvatore Luria e Renato Dulbecco. Tutti e tre, allievi di Levi, avrebbero vinto in momenti diversi il Premio Nobel.

Allorquando si sta specializzando in Psichiatria e Neurologia, nel 1938 il regime fascista promulga le “leggi razziali”. Rita, di origine ebrea, costretta a emigrare a Liegi, continua a lavorare con Giuseppe Levi, ma con l’inizio della II° Guerra Mondiale e l’invasione del Belgio da parte della Germania, si rifugia prima a Bruxelles per poi far ritorno a Torino, dove continua le sue ricerche allestendo in casa un piccolo laboratorio.

Essendo ancora in pericolo dovette allontanarsi dalla città trovando rifugio nelle campagne limitrofe, per spostarsi poi a Firenze, dove prende contatto con le forze partigiane, operando come medico al servizio degli Alleati.

A guerra finita ritorna di nuovo a Torino riprendendo le attività di ricerca fino al 1947, quando accetta l’invito del Neuroembriologo Viktor Hamburger recandosi negli Stati Uniti, presso la Washington University di Saint Louis. Qui, nel 1954, insieme al collega Stanley Cohen, scopre il Nerve Growth Factor (NGF), una proteina coinvolta nello sviluppo del sistema nervoso. Per questa scoperta – fondamentale, tra l’altro, per la comprensione di alcuni tipi di tumore e di patologie come l’Alzheimer e il Parkinson – nel 1986 Rita Levi Montalcini e Stanley Cohen otterranno il Premio Nobel. Grazie a tale scoperta, l’insieme di discipline definite Neuroscienze (hanno per oggetto di studio il cervello umano) hanno assunto grande importanza nel panorama delle Scienze Mediche.

Sebbene gran parte della sua vita scientifica si sia svolta negli Stati Uniti, Rita Levi Montalcini non ha mai dimenticato l’Italia. Tra il 1961 e il 1962 crea a Roma un centro di ricerca sull’NGF e nel 1969 fonda e dirige (fino al 1978) l’Istituto di Biologia Cellulare presso il CNR. Nel 1979 si trasferisce definitivamente in Italia, dove fonda, sempre a Roma, nel 2002 l’EBRI (European Brain Research Institute). Nel 1998 ha istituito la sezione italiana della Green Cross International riconosciuta dalle Nazioni Unite. Dal 2001 è stata nominata senatrice a vita.

Rita Levi-Montalcini muore a Roma, al termine della sua straordinaria traiettoria esistenziale, il 30 dicembre 2012 all’età di 103 anni.