“TESSITORI DEL TEMPO”: MOSTRA D’ARTE CONTEMPORANEA A NOVA SIRI

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Nova Siri

di ANGELO VICCARI (Corrispondente dalla Basilicata) e MARIA DE LORENZO

Quando l’arte incontra il sociale

In occasione delle festività natalizie, nel centro storico di Nova Siri (annoverato tra i borghi più suggestivi della Basilicata), è stata allestita una collettiva d’arte fruibile dal 14 Dicembre 2019 al 6 gennaio 2020.

L’evento è stato organizzato dall’Associazione Culturale Sud “Gigi Giannotti” nell’antico palazzo Nolf, mentre la direzione artistica è stata affidata a Pasquale Chiurazzi; il tutto col Patrocinio del menzionato comune lucano. La mostra porta il visitatore a riflettere sui mutamenti sociali degli ultimi decenni.

L’arte, dunque, diventa storia, tradizione e memoria del suo tempo, divenendone essa stessa custode. L’iniziativa artistica vede protagonisti quattro famosi artisti lucani, noti anche oltre i confini nazionali: Nino Oriolo, Giulio Orioli, Pasquale Chiurazzi e Mario Battafarano. 

Dott.ssa Maria De Lorenzo

La mostra, curata dalla dottoressa Maria De Lorenzo (storico e critico d’arte), porta il nome di “Tessitori del Tempo”. L’evento è arricchito dalla professionalità della dottoressa De Lorenzo che riesce a dar rilevanza critica all’intera iniziativa artistica e culturale. La curatrice, da me intervistata, afferma che la mostra è stata trattata con un’idea puramente concettuale. In esposizione vi è, infatti, un telaio antico irradiato di luci a led, che unisce – tramite una tessitura “virtuale” – il passato con l’età contemporanea.

È visibile anche una scultura del maestro Giulio Orioli (scultore, pittore, installatore) che rappresenta, in chiave minimalista e concettuale, un telaio in pietra, il quale entrando in relazione con il telaio antico, evidenzia ciò che resta dell’antica arte della tessitura, un bozzolo che tesse frammenti di tempo perduto.

Il fruitore, continua la curatrice, accedendo all’interno della location, si trova immerso in una realtà virtuale dove l’aleggiare di sfere in movimento – inserite in un contesto sonoro e di luci cangianti – rendono il visitatore parte integrante della performance artistica, infatti, quest’ultimo è invitato a sedersi su un piccolo sgabello e a godere a pieno dello spettacolo visivo.

L’artista Mario Battafarano (architetto, ritrattista, installatore, pittore) ha contribuito all’esposizione con un’installazione agli estremi del razionalismo. Essa raffigura una banconota recante l’anno 2019 che rappresenta concettualmente il “consumismo”, l’arte ormai commercializzata e minimizzata. Su tale banconota è stata ritagliata una piccola finestrella che indica l’intento dell’artista di ritornare all’arte primordiale, alla sua essenza, al purismo. A tal proposito, Battafarano ha riportato sulla cartamoneta un’immagine riprodotta del primo presepe scolpito dall’uomo, l’opera dell’artista duecentesco Arnolfo di Cambio. 

Altro concetto importante esplicato dalla mostra è dato dall’integrazione dei differenti periodi artistici.

Anche il grande maestro novasirese Nino Oriolo (pittore, fotografo, grafico, installatore) ha introdotto nella sua performance forme artistiche integrate tra loro. All’interno di una grotta, attorniata da un tendaggio che richiama l’arte barocca, ha inserito tre teli di colore bianco latte rappresentanti una “Natività” contemporanea, sui quali vengono proiettate pitture, grafiche e fotografie create dallo stesso Oriolo, accompagnate da canti gregoriani che rimandano alla sacralità del Natale.

Termina il percorso espositivo Pasquale Chiurazzi (fotografo, registra, installatore e pittore) che espone eleganti foto, modificate nei colori e sapientemente lavorate, le quali riproducono porzioni di luoghi dell’antica Lucania, integrati con alcune scene della “Natività”, riprese dall’arte medievale e moderna.

Gli artisti, quindi, sottolinea la dottoressa Maria De Lorenzo, effettuano una sorta di viaggio temporale tra i vari periodi della storia dell’arte, ponendo attenzione sia su creazioni artistiche antiche, sia su creazioni artistiche contemporanee concettuali e sensoriali.

Conclude, infine, la curatrice: “Chi meglio degli artisti, che da sempre – ricordiamo le pitture nelle antiche grotte di Lascaux – hanno lasciato testimonianza diretta della propria società, potrebbe essere definito ‘tessitore del tempo’?”.

Per la sua importanza culturale, l’arte dovrebbe essere, quindi, maggiormente valorizzata e utilizzata per la crescita civile dei territori, divenendo così anche fonte di aggregazione e integrazione sociale, nonché produttrice di identità collettive. 

© Riproduzione riservata

FOTO DOTT.SSA MARIA DE LORENZO

FOTO NINO ORIOLO